Osteitti: sistematica e tassonomia dei pesci

Va premesso che la classe degli Osteitti non risulta più facente parte della nomenclatura ufficiale.
Per seguire una corretta evoluzione della tassonomia, gli studiosi hanno classificato le specie di pesci con scheletro osseo in due classi:
Actinopterygii e Sarcopterygii.
Il tutto al fine di rendere più soddisfacente e mirata la sistematica.
Le caratteristiche qui descritte sono comunque relative alle due classi anche se citate sotto il nome della classe Osteichthyes.
La classe degli Osteichthyes (Osteitti), costituisce il maggior numero di vertebrati.
I pesci appartenenti a questa classe sono caratterizzati per lo scheletro osseo, a differenza dei Condroitti, come gli squali, che hanno struttura ossea cartilaginea.
Questi pesci trovano larga diffusione in tutte le parti del globo, capaci di spaziare dalle acque gelide dell’Antartico fino ad acque calde dei tropici, dai laghi situati a notevoli altitudine sulle montagne alla più remota profondità degli Oceani.
Il loro importante ruolo nella natura e nella fauna ittica ricopre particolare importanza, per la pesca e quindi come genere alimentare, e per l’allevamento.

Il tessuto osseo di questi pesci è stato frutto di una evoluzione che vedeva il loro scheletro cartilagineo, alcuni pesci più primitivi come lo storione sono caratterizzati solo da alcune componenti ossee, mentre le specie più evolute di Osteitti hanno sosituito totalmente la cartilagine con un apparato osseo.
Questi pesci sono gnatostomi, ovvero muniti di mascelle e denti che hanno permesso alle forme primitive, di iniziare una alimentazione diversa da quella ottenuta per filtrazione.
La loro evoluzione li ha portati ad acquisire le mascelle, questo ha portato cambiamenti anche nella struttura del capo e di parti neurologiche che comandano la mascella nel suo corretto utilizzo.
Diverse specie di pesci appartenenti agli Osteitti, si rendono protagoniste di migrazioni da acque dolci a quelle salate, e viceversa, si pensi alle anguille ed ai salmoni.
Il tegumento (tessuto che riveste un organo al fine di proteggerlo) negli Osteitti, è caratterizzato dalla presenza di tessuto osseo, come nella cute dove sono localizzate le ghiandole mucose, ricoperte di scaglie ossee.
La vescica natatoria è unaltra peculiarià di questi pesci, grazie alla quale possono calibrare e modificare il loro nuoto, a secondo delle profondità, andando a riempire o svuotare di gas la vescica stessa, che permette loro massima adattabilità nelle differenti profondità dell’acqua, per questo la vescica natatoria svolge il ruolo di organo idrostatico.
Questa vescica è collocata in prossimità del baricentro del corpo, e conferisce un apparato respiratorio molto ben attrezzato.
Quando gli opercoli branchiali sono chiusi, i pesci possono respirare facendo entrare acqua nella bocca dilatando le valvole branchiali, affluisce acqua alle branchie e le valvole orali si chiudono con una contrazione della cavità orale.
Le branchie poi si contraggono e dalle aperture dell’opercolo possono espellere l’acqua, dalla quale sarà stato catturato l’ossigeno necessario alla respirazione.

Il flusso di sangue nelle branchie risulta funzionare in senso opposto a quello dell’acqua: in questo modo il sangue poco ossigenato incontra acqua la cui presenza di ossigeno è sempre maggiore, garantendo così al pesce di prelevare la maggior parte di ossigeno disponibile nell’acqua.
La vescica natatoria ha anche la funzione anche di sacco polmonare, ove immagazzinare aria che può servire loro per la respirazione anche quando i pesci vivono in stagni o specchi d’acqua tipici delle zone di inondazione e successivo prosciugamento.
Gli occhi non risultato protetti da palpebre, protezione che invece avviene sulle branchie grazie ad un opercolo, che risulta essere una struttura mobile.
La classe degli Osteitti si divide a sua volta in due sottoclassi: sarcopterigi e actinopterigi.
Alla prima appartengono specie ormai quasi tutte estinte, molto primitive, ed alla seconda pesci come i lucci, gli storioni, la cui anatomia è caratterizzata ancora oggi da peculiarità davvero remote, quali la coda che è costituita da lobi dalle differenti dimensioni, nota come coda eterocerca.
Il cuore è suddiviso in due parti, biloculare, ed è situato sotto la faringe.
Il loro apparato circolatorio si è evoluto con le specie che sono in grado, grazie alla particolare respirazione cui sopra, di irrorare al meglio di sangue tutti gli organi vitali.