Frutta secca: una valida alternativa

Soprattutto nell’ultimo periodo si è alimentato notevolmente il dibattito per stabilire quale tra la frutta secca e quella fresca, sia l’alimento con maggiori valori nutrizionali e proprietà benefiche per il nostro organismo.
Come sottolineato più volte, la frutta fresca rappresenta senza dubbio un alimento ricco e genuino soprattutto se consumato in forma di succo (esempio: il succo di melograno, facilmente realizzabile tramite un apposito spremi melograno (su questo sito puoi trovare il modello migliore: Spremi Melograno Migliore), è tra le bevande più nutrienti e antiossidanti).
Tuttavia c’è da dire che anche la frutta secca può essere considerata un alimento benefico soprattutto per alcune funzioni del nostro organismo.

Invecchiamento e salute

Il beneficio più incredibile e facilmente riscontrabile è senza dubbio quello legato al rallentamento per quanto riguarda l’invecchiamento della pelle e dell’organismo in generale.
Alcuni studi infatti hanno evidenziato quanto, almeno per quanto concerne prugne ed albicocche, il loro potere antiossidante aumenti fino a 10 volte dopo il processo di essiccazione tipico della frutta secca.
Questo renderebbe, sotto alcuni punti di vista, i frutti secchi molto più utili, in termini di effetti anti age, rispetto a quelli freschi e venduti senza alcun processo di cottura.

Altri frutti

Le scoperte realizzate grazie allo studio dei processi di essiccamento e dei valori riguardanti proprio la frutta secca sono davvero strabilianti e mettono in serio dubbio quelle che erano le credenze diffuse fino a questo momento secondo cui i trattamenti di essiccazione potevano addirittura rendere tali alimenti dannosi.
Oltre a prugne ed albicocche, sono stati condotti studi anche su altre tipologie di frutti non riscontrando però per ora alcun risultato positivo.
Ciò che emerge, comunque, è che spesso ciò che si da per scontato e assoluto (come: la frutta secca fa male) nasce spesso e volentieri da una cattiva informazione dettata da luoghi comuni e credenze che non sempre corrispondono alla realtà.

Riso vegano alle ortiche e punte di asparagi

Oggi vorrei condividere con voi una ricetta molto particolare, nata per caso durante una passeggiata in bosco. Ero partito con lidea di raccogliere unerba dalle mille proprietà benefiche: lortica. La volevo essiccare per le tisane ed i decotti, facendo anche un bel giro a piedi per godere del primo sole primaverile. Vicino al mio monolocale, fortunatamente, cè un ampio parco naturale con campi coltivati, prati incolti e anche un boschetto. Cercando le ortiche ho raccolto anche le prime punte di asparago della stagione e così ho deciso di unire questi due fantastici vegetali per un risotto da leccarsi i baffi e fare il pieno di salute. Vi rimando al post in cui ho raccontato come raccolgo lortica per chi non sapesse come fare e colgo loccasione per ribadire che raccomando luso di riso integrale, qualsiasi sia la varietà che preferite. In questo caso ho scelto il basmati perché ha un gusto che rimane presente senza coprire il sapore molto delicato degli asparagi e dellortica.

Riso alle ortiche e punte di asparagi

INGREDIENTI PER 2 PERSONE:

250 gr di riso basmati integrale
mezzo porro
30 gr di ortiche fresche
qualche punta di asparago di bosco
salvia e rosmarino
acqua bollente o brodo vegetale
prezzemolo fresco q.b.

Separate le foglie di ortica dal gambo usando dei guanti in gomma per non urticarvi. Potete usare i gambi per concimare il vostro orto oppure buttateli nella raccolta dellumido. Lavate le foglie e le infiorescenze e scottatele in pochissima acqua bollente per qualche minuto, poi mettetele da parte. In questo modo il loro potere urticante viene annullato e potrete maneggiarle senza timori.
Tagliate finemente il porro e preparate un battuto di rosmarino e salvia. Unite il porro e il battuto in padella con poco olio EVO e fate soffriggere per un minuto. Quando il porro sarà appassito versate il riso basmati e tostatelo per un paio di minuti, mescolando di continuo. Aggiungete un po dacqua bollente o del brodo vegetale già caldo e lasciate cuocere per 15 minuti. Ogni 4-5 minuti controllate se il riso necessita di ulteriore acqua di cottura e nel caso, aggiungetela calda.
Ora unite al riso le punte di asparago, un pizzico di sale, mescolate e lasciate cuocere per altri 5 minuti, sempre controllando che vi sia abbastanza acqua. Unite le ortiche tagliate finemente, mescolate bene e lasciate cuocere fino a completamento della cottura del riso, a vostro gusto.
Servite caldo con un filo dolio EVO crudo e guarnite con del prezzemolo fresco tritato.

Questa ricetta ha un gusto speciale, secondo me, che è dato dalla soddisfazione di aver trovato i due ingredienti principali, godendo a tutto tondo della soddisfazione che si prova quando si riesce a raccogliere erbe selvatiche. Vi consiglio di controllare la sezione raccogliere per ulteriori spunti su chiccomagiaro ma sopratutto vi consiglio di uscire da casa e camminare, osservando ciò che vi circonda. Chiedetevi che piante sono, fatevi prendere dalla curiosità e documentatevi, ascoltate i vicini di casa che hanno esperienza, sentiti i racconti dei vostri nonni, informatevi più possibile. Internet è una gran bella forma democratica di informazioni, ma la conoscenza degli anziani ha un valore infinitamente più grande.