Una nuova politica degli affitti

La componente principale dei soggetti che accedono al mercato della locazione è data da famiglie e lavoratori a reddito medio basso, cioè una fascia sociale che può incontrare difficoltà a sostenere la spesa di un canone di locazione particolarmente alto.

Occorre incentivare e ampliare l’offerta delle case in locazione e portare a uno spontaneo contenimento l’importo medio dei canoni di locazione, naturalmente senza incidere negativamente sulla redditività dell’immobile.

L’introduzione della “cedolare secca” sugli affitti rappresenta un primo concreto incentivo per innescare un circolo virtuoso nel mercato della locazione. In particolare semplifica e alleggerisce le imposte gravanti sul reddito da locazione consentendo al proprietario di avvalersi di un’imposta sostitutiva che corrisponde a un’aliquota pari al 10% (canone concordato) o al 21% (canone libero). Non va trascurato il fatto che l’alleggerimento dell’imposta aiuterebbe a eliminare gli affitti in nero e ad aumentare il numero di abitazioni immesse sul mercato della locazione con l’ulteriore positiva conseguenza di calmierare l’importo del canone d’affitto.

Famiglie e giovani coppie

Due soluzioni per creare nuovi strumenti finanziari a sostegno delle giovani coppie che hanno difficoltà economiche:
➡ tramite la mediazione del Comune affittare alloggi a cittadini compartecipi almeno al 20% della proprietà, dopo alcuni anni il bene verrà messo in vendita con diritto di prelazione da parte del conduttore;
➡ sviluppare nuove modalità di garanzia attraverso la realizzazione di un fondo di microcredito per l’avvio e l’assistenza all’acquisto.

Anziani

Al di là del gravissimo problema di tipo reddituale, è importante aiutare quegli anziani che vivono da soli in modesti locali, a volte abbandonati da figli e parenti. Due proposte:
➡ promozione dei contratti a canone convenzionato che permettono canoni di locazione calmierati a fronte di agevolazioni fiscali per i locatori;
➡ un maggiore impegno per rendere fruibili le strutture abitative programmando interventi tecnici o promuovendo la possibilità (in casi di estrema necessità o di metrature superiori alle reali esigenze) di “scambi” di alloggio.

Studenti universitari

Come si può pensare di trattenere in loco intelligenze e risorse se ciò che si offre sono affitti in nero o canoni mensili superiori ai 1000 euro? Le locazioni a studenti rappresentano una buona parte del mercato degli affitti di Bologna. Sono migliaia i ragazzi che lasciano le loro città di origine per trasferirsi qui. Quattro proposte per venire incontro alle loro esigenze:
➡ progettare politiche di accoglienza e ricettività atte a sostenere gli studenti che cercano sistemazione;
➡ lotta al mercato nero degli affitti con promozione dei contratti a canone concordato;
➡ nuovi studentati e ristrutturazione degli esistenti;
➡ promuovere la “adozione”, da parte di anziani che vivono soli, di studenti da ospitare presso la propria abitazione in cambio di compagnia, assistenza e qualche servizio. Lo studente avrà a disposizione una stanza singola senza dover pagare un affitto.

Disabili

Tre proposte per tutte le persone diversamente abili che difficilmente hanno un reddito tale per far fronte al pagamento di un mutuo o al canone d’affitto, e che non dispongono di alloggi adeguatamente predisposti per fare fronte alle loro particolari esigenze:
➡ strutture facilmente fruibili sia nei condomini di proprietà che negli alloggi ERP;
➡ programmazione di fondi da destinare a ristrutturazioni per l’abbattimento di barriere architettoniche;
➡ tessuto urbano a misura dei diversamente abili (semafori agevolati, isole di sosta, punti di ascolto, ecc.).

Lavoratori

I giovani che entrano nel mondo del lavoro sono soggetti quasi sempre a un salario iniziale non elevato. E se effettuano una valutazione del rapporto costi\benefici del trasferimento, può vedere ridotto l’incentivo a spostarsi. Due proposte per aiutare questa categoria:
➡ buoni affitto da concertare con le aziende;
➡ destinazione di parte degli alloggi ERP a questo scopo.

Famiglie a basso reddito

Due le proposte per venire incontro alle difficoltà economiche di molte famiglie:
➡ promozione dei contratti a canone concordato;
➡ ulteriore sviluppo di costruzione di alloggi ERP.

SOCIAL HOUSING

La rivalutazione degli immobili esistenti a fini di social housing permetterebbe di recuperare aree già definite all’interno delle città, contendo le nuove urbanizzazioni, ma soprattutto evitando di creare i classici quartieri-ghetto, che tendono a diventare luoghi di degrado e di marginalità sociale. Questo diverso concetto di edilizia residenziale popolare può dare inoltre un importante contributo al rafforzamento del tessuto sociale urbano, rallentando il fenomeno dello spopolamento dei centri storici e ravvivando la rete di attività commerciali “di prossimità” che attualmente rischia di scomparire rapidamente. E può contribuire a migliorare anche la sicurezza sociale grazie alla riduzione e al contenimento della microcriminalità, che è invece favorita dall’esistenza di architetture degradate e abbandonate.

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