Alice nel Paese senza meravaglie

Se, alle domande banali che il nostro prossimo ci pone non aspettandosi davvero una risposta, si potesse, fuori dalla convenzioni dell’educazione, dire la verità, solo tutta la verità Se, ad un colloquio di lavoro – sempre mantenendo la finzione comunemente accettata che in questo paese i lavori esistano ancora – se, dicevo, ad un colloquio si potesse essere liberi dall’ansia di piacere e si potesse dire tutta la verità Se questo fosse possibile, rispondere alla domanda: “Lei cosa fa?” sarebbe di una semplicità sconcertante. Io cerco. Cerco lavoro, ovviamente.
Certo, ci sono tante altre cose che tutti cerchiamo: la felicità, la magrezza, l’altra metà della mela, un mercato conveniente vicino casa e quant’altro. Però però non c’è niente che rappresenti l’atto del cercare con tanta autoevidenza da non richiedere nessuna ulteriore specificazione, nessuna spiegazione di altro tipo. Cerco lavoro, rispondi, e l’interlocutore abbozza un sorriso a metà fra l’incoraggiamento e la pietas. Poi mormora qualche parola sul cambiamento dei tempi, su quanto oggi tutto sia più difficile. Anche lui ha un figlio, un nipote, il figlio di un amico che cerca. Lavoro, ovviamente.
Cerco lavoro, rispondi, e l’interlocutore, se ha un minimo di decenza, di empatia, cambia argomento. Solo lo stolto ha bisogno di spiegazioni. Ma non le merita. E però. Se si potesse dire la verità fuori dai denti Se si potesse.
Cerco lavoro prima di arrendermi al declino industriale di questo paese, direi se fossi di pessimo umore o in vena di disquisizioni socio-politiche.
Cerco lavoro invece di cercare il matrimonio di convenienza, direi se fossi in vena di autoironia, come le protagoniste dei chik lit books. Perché si sa che più facile trovare un rampollo ricco da sposare che un lavoro da 1000 euro al mese. Cerco lavoro, direi, invece avrei dovuto cercare qualcos’altro prima.
Non una buona università, un buon corso di laurea, le materie più interessanti, i voti più alti. Cercare tutte queste cose ha significato mettersi nella posizione di cercare un lavoro adesso. E invece avrei dovuto cercare una buona palestra e una brava estetista. E forse adesso starebbero cercando me. Chi lo sa. Cerco un lavoro, e invece dovrei cercare un biglietto aereo per un bel posto che sia il mio Puerto Escondido. Lì, forse, smetterei di cercare.
Nel frattempo, siccome di cercare noi non ne abbiamo mai abbastanza, nel tempo libero cerco sempre qualcosa di bello da leggere, un buon film da vedere o una bella mostra il cui biglietto costi meno di un’ora di lavoro come operatrice telefonica o commessa (allora niente mostra, costano tutte almeno 2 ore del tuo lavoro), cerco i miei amici, per incontrarci magari in un buon ristorante a poco prezzo in cui poter parlare della nostra ricerca di un lavoro.

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